Francesco Sarnà

Abbracciami e tutto sarà più chiaro

Salve ragazzi, anche oggi sono in viaggio e vi scrivo dal vagone di un treno. Ieri ed oggi ho dovuto dare degli addi a persone che hanno condiviso con me quasi sei mesi delle loro vite. Sono stati mesi intensi e i legami creati son stati veri e profondi, quando si tratta di queste cose si sta male, anche se è la scelta giusta e sappiamo che lo stiamo facendo per raggiungere la nostra felicità! Io non sono bravo nei saluti perché essendo molto emotivo è facile che mi metta a piangere e quindi spesso mi riduco a scherzare e a saluti veloci per poi trovare il mio momento e poter piangere per fatti miei. Nei saluti che vi sto raccontando ci son stati degli abbracci e sono stati bellissimi perché erano impregnati di sentimenti. Scommetto che ad ognuno di voi sia capitato almeno una volta qualcosa del genere e quando capita le sensazioni sono uniche. Vedete, io alla fine sono emotivo ma lo nascondo, o almeno ci provo, e so anche che delle volte sbaglio perché così riduco le mie relazioni emotive con le persone che per me contano. Oggi voglio dire grazie a tutte quelle persone che hanno condiviso con me questo tratto di vita e già so che non sarà un vero addio ma solo un arrivederci, anche perché li aspetto nella mia città che per me resta la più magica di tutte, non è famosa come Tokyo, New York o Londra ma ha il suo giardino incantato che regala sogni e poesia a me ed io provo a trasmetterli agli altri. Ragazzi miei, che dire, se proprio vogliamo vivere fino infondo ogni rapporto non abbiate paura di esprimere i vostri sentimenti, io farò del mio meglio ma voi provateci perché, credetemi, quando riusciamo a trasmetterli, per fortuna qualche volta ci son riuscito anche io, è bellissimo e quell’attimo lo portiamo dentro di noi per sempre! Vedete, molte volte ho scritto proprio quando ero in viaggio, beh in primis è la mia fonte di ispirazione e poi prendiamo i dettagli e valutiamo insieme il perché nasce tutto qui, in un semplice vagone?! Sedetevi al finestrino, noi siamo fermi su una poltrona mentre il paesaggio fuori si muove, in modo particolare si muove all’indietro, come se stessimo andando verso il nostro futuro ed è quella verità, tutto sommato siamo alla ricerca continua di futuro. Ecco il movimento di ciò che ci circonda, l’illusione ottica che tutto vada dietro e il chiacchierio del vagone assorto in un silenzio rotto solo dal rumore bianco del viaggio fa si che la mente elabora ed esprima tutto ciò che c’è dentro. Dopo questa piccola riflessione, beh vi saluto con l’augurio che dalla prossima volta tutti noi riusciamo ad esprimere le nostre emozioni e poi voglio ancora ringraziare coloro che hanno donato parte della loro vita a me in questi mesi e spero di incontrarli presto.

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