Francesco Sarnà

Dalla cabina all’openspace

Come va, bella gente? Spero che vada alla grande o almeno che sia positiva… io sono in viaggio, beh se sto scrivendo questo articolo di sicuro non sto guidando io (fate sempre attenzione quando si guida), infatti sono in viaggio con un bel treno. Sapete, si da piccino ho viaggiato in treno e ne sono sempre stato attratto, non a caso il piccolo me sognava di fare il macchinista. Il treno è un mezzo di trasporto che ha dello straordinario, soprattutto se pensiamo all’evoluzione che ha avuto, ora alta velocità, in Giappone il treno magnetico e così via. In realtà non voglio di certo parlare della parte tecnica e tecnologica di un treno ma del suo vero fascino! Il fascino che emana è un  qualcosa che si deve solo vivere per sentirne gli effetti. Come vi ho detto prima, da piccino viaggiavo spesso e viaggiavo in modo particolare su l’intercity, anche perché nonostante oggi ci sia la crisi beh di certo il nostro benessere, per certi versi è migliorato. Ora però non iniziamo con le imprecazioni, che non è vero, che lo dico solo perché io ho un certo benessere, non voglio che inizi questa discussione perché saremmo poco oggettivi. Comunque riprendendo il discorso del treno, che è la cosa più importante, beh volevo parlare de l’intercity a cabine, ve lo ricordate?! Quello che aveva le cabine a 6 posti, con quelle poltrone marroni, e quel corridoio stretto stretto, dove di tanto in tanto per prendere aria si andava. Si quello per me è era fantastico, non c’era il concetto di “open space”, che è quello che ormai applichiamo ovunque, nelle nostre case e anche nei treni… fateci caso, ora i treni non hanno più le cabine, o meglio, le hanno ma costano un botto e ugualmente non hanno lo stesso fascino. Un po’ di nostalgia mi travolge in questo istante, anche perché ricordo che una volta si faceva conoscenza con gli altri viaggiatori presenti nella stessa cabina, oppure si usciva fuori e si conosceva la cabina vicina, o le persone nei corridoi ecc. Oggi siamo tutti insieme, nello stesso vagone eppure ognuno è più isolato che mai, lo vedete anche voi?! Beh in conclusione di ciò, voglio dirvi che non tutte le cose vecchie, passate di moda sono sintomo di migliorabile, ma forse dobbiamo solo renderci conto che ciò che abbiamo è già molto. Non ho sbagliato ad usare il presente, è voluto, perché ciò che abbiamo oggi se un giorno lo lasciamo per qualcosa che ci sembra migliore diventerà passato e non è obbligatorio che sia migliore ciò che abbiamo scelto di cambiare. Voglio chiudere con una bellissima citazione “Chi parte sa quello che lascia ma non sa quello che trova!” e questa frase, ormai per noi comunissima, è l’emblema del pensiero che sulle nostre azioni dobbiamo sempre riflettere.