Francesco Sarnà

Punti di vista

Ciao, io sono… beh non lo so chi sono, non so nemmeno se sono chi penso di essere o se sono colui che gli altri pensino che io sia. Vabbè lasciamo stare chi sono anche perché oggi sono qui a dire chi sono non da parte mia ma da parte della società.
Per gli altri io sono un conoscente, un amico, un parente, un collega, un numero, un codice, uno sconosciuto ecc. ma per tutti sono qualcuno o meglio qualcosa. Se dovessi fare una valutazione razionale e contemporanea al tempo in cui vivo sono un ragazzo, o almeno così mi fanno credere, di quasi 24 anni che di suo cos’ha? Beh non ho una casa, non ho un’auto, non ho una ragazza, non ho una famiglia e allora mi vien da chiedere cos’è che ho veramente? Beh per prima cosa ho la solitudine, sempre presente, anche quando si è in compagnia, ho un lavoro, o almeno è quel che penso, ho amici, o meglio si definiscono tali ma ancora non è chiaro quale sia l’amicizia reale, ho un sogno, sono molti in realtà, ho i sentimenti, che sono sia belli che brutti. La lista di ciò che ho potrebbe continuare ma se prestate un pò di attenzione in più noterete come tutto quel che ho è relativo alla percezione dei fatti. Mi spiego meglio! Noi crediamo di avere o non avere, a seconda dei casi, un qualcosa che probabilmente ci appartiene, ma non siamo sicuri nemmeno di quello, vi faccio un paio di esempi pratici.
Sono una persona fortunata perché ho una casa mia, l’ho ereditata, l’ho comprata, ho fatto un mutuo che ho completato il pagamento, ecc. non importa come ma ho una casa. In questo caso io potrei avvalermi nell’utilizzare questa frase, “Sono il proprietario della mia casa!!!”, perfetto fin qui ma poi guarda caso mi ritrovo a pagare una tassa dal nome “IMU”. Scusatemi tanto ma se la casa è mia perché devo pagare?
Facciamo un altro esempio.
Sono una persona fortunata poiché ho un lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Come la situazione precedente posso ottenerlo in vari modi ma sta di fatto che questo tipo di contratto dovrebbe garantirmi un lavoro a vita ma guarda un pò può ugualmente capitare che io venga licenziato. Scusatemi ma voi giustamente direte, “si ma devono darti dei soldi per licenziarti”, parliamoci chiaro, quel che dite è vero ma sta di fatto che dovrei avere la garanzia di un lavoro a vita che non ho, dovrei avere dei soldi in caso di licenziamento, ma ciò non avviene sempre, allora a questo punto io non posso nemmeno più dire “ho un lavoro”.
Faccio altri esempi, o mi fermo? Preferisco fermarmi visto che di esempi ne potremmo fare e rifare ma la sostanza sarebbe senza ombra di dubbio sempre la stessa. Ora penserete che sto facendo un’analisi dei fatti in un modo del tutto imparziale, che intendo per imparziale?! Per imparziale intendo dire che possono sembrare una vista negativa di tutto ciò che ci circonda. Ammetto di essere un pò, anzi un bel pò negativo ultimamente, vuoi per alcuni avvenimenti personali, vuoi per altri motivi ma sta di fatto che so di essere tutt’altro che positivo in questo momento. Non nascondo questo mio modo di vedere le cose attualmente, però, c’è sempre un però. Tutto quel che ho appena descritto nei righi precedenti ha delle fondamenta non tanto surreali come potrebbero sembrare ma son abbastanza reali.
Oggi son qui davanti al mio pc mentre butto giù questi pensieri, condivisibili o meno ma restano una lettura personale dei fatti. Io ora non mi aspetto di certo che tutti voi la vediate come me, anzi vi sconsiglio di vederla come me poiché porta ad aver un pò di angoscia. Quel che vorrei invece e che tutti noi, ed io per primo, cominciassimo a vedere le cose senza una maschera o occhiali che alterino la realtà dei fatti. Oggi voglio veramente chiedervi letteralmente aiuto perché questa mia visione pessimistica della vita devo superarla. Ora vi dico infine cosa farò tanto per cominciare… inizierò un progetto per aiutare la vita a migliorare e questo lo potrò fare solo grazie a tutti perché valutando tutte le situazioni potremo pian piano essere in grado di trova nuovi modi di gestire tutte le falle nel nostro sistema di vita. Basta pensarla come se la VITA fosse una macchina e noi siam tanti bulloni che la compongono. Vabbè orami sa che è quasi il momento di chiudere l’articolo anche perché molti di voi avranno cambiato pagina, si saranno addormentati, o mi staranno cercando per linciarmi.