Francesco Sarnà

Si, viaggiare

E sì proprio come la canzone del vecchio Lucio Battisti ho voluto iniziare, perché? Beh semplice, alla fine tutto noi siamo continuamente in viaggio, viaggio di piacere, viaggio di lavoro, viaggio per un spostamento nella stessa città e così via. Passiamo così tanto tempo sui mezzi di trasporto che un’altra po’ viviamo più in viaggio che fermi ad osservare un tramonto. Questo non significa che ne non possiamo fare lo stesso anche in viaggio ma dobbiamo imparare a farlo. Questo nostro perenne viaggio, prima o poi, ci porterà in qualche dove ma non è questo quello che conta ma il fatto che un giorno dovremo fermarci per capire tutto il percorso che abbiamo fatto è dove siamo arrivati. I nostri viaggi sono sì materiali ma possiamo leggerli in modo metaforico perché per raggiungere un obbiettivo bisogna andare verso quell’obbiettivo. Vi ricordate l’articolo precedente?!, dove parlavo di quel ponte?! Beh alla fine questo si ricollega facilmente al vecchio articolo, perché allora ripetersi?! Semplicemente perché per capire le cose finì in fondo dobbiamo viverle più volte ed ogni volta troveremo un particolare differente che la prima volta ci era sfuggito. Viaggiare ci permette di scoprire nuovi mondi, nuovi luoghi nascosti dentro di noi ed una volta scoperti saranno patrimonio del nostro io. Ora vi lascio qui con una valutazione, quasi elementare, ad oggi ho viaggiato tanto ma di me conosco ancora poco e voi invece quanto vi conoscete? 

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