Francesco Sarnà

Un viaggio inaspettato

E si, proprio inaspettato! Cosa?! Il mio viaggetto di questa mattina, ora ve lo racconto. Lunedì mattina, mi sveglio, faccio colazione ed è la prima disavventura, mi cade la ciotola con il latte quindi il tempo di pulire e poi subito sotto la doccia, preparativi e via si corre alla stazione per prendere il treno che mi porterà in ufficio. Arrivo al tabacchino per comprare il biglietto, davanti a me 3 signori che si giocano i numeri a lotto ed io li che aspetto, il treno è in partenza, ed io inizio a scalpitare poi con compassione il tabaccaio mi guarda e mi dice che mi può dare solo il biglietto da 1,30 €, giustamente accetto e penso, “Beh, risparmio anche oggi” solitamente mi costa 1,80 € oppure 2.20 €. A questo punto dico, che botta di culo poi corro al treno e chi trovo all’ingresso?! Il controllore, tranquillamente uno scambio di “buongiorno” e poi mi chiede il biglietto e senza esitare gli pongo il biglietto appena obliterato, lo guarda, mi guarda ed esclama “Questo biglietto non va bene!”, giustamente gli riferisco quello che mi ha detto il tabaccaio,premetto che il tabaccaio mi conosce ed ogni mattina vado li a comprare i biglietti per il treno e soprattutto il tabaccaio è all’interno della stazione quindi sa benissimo i miei movimenti. Vabé dopo una lunga conversazione con il controllore decide di farmi il biglietto sul treno che mi fa pagare 6,00 € e poi rincara la dose dicendomi che è stato bravissimo perché da dove parto io il biglietto dovrebbe farmelo pagare 28,00 €. Ora tutti potreste pensare “che culo, ha trovato il buon samaritano”, ma che culo?! Cioè io per fare 15 KM dovrei pagare 28 €? Quando potrei, “benissimamente”, trovare biglietti da 25 € per la tratta Salerno – Firenze e con l’alta velocità. Non è che ora voglio dire che c’è qualcosa che non va in tutto questo ma iniziare la settimana così non mi sembra affatto il migliore dei modi. Vabé, oramai la settimana è iniziata e quindi non ci posso far nulla però posso prendere tutto con un sorriso e buttare dietro le spalle. Alla fine quello che conta, in modo particolare è quello che abbiamo davanti e non dietro perché quello che verrà sarà costruito sul modo in cui mettiamo i piedi a terra.